Sala vicino-orientale antica nella mostra Spazio al Futuro, Città della Scienza

Fino al 23 luglio 2023 è visitabile la sala vicino-orientale antica nella mostra Spazio al Futuro a Città della Scienza (Bagnoli), inaugurata lo scorso novembre nell'ambito dell'ultima edizione di Futuro Remoto e realizzata con il contributo di studentesse, studenti, e docenti dell'Università di Napoli 'L'Orientale' (Gian Pietro Basello, Noemi Borrelli, Michele Cammarosano [coordinamento], Teodoro Cocozza, Marta Iommelli, Romolo Loreto, e Ludovico Priori; inoltre approfondimenti online a cura di studentesse e studenti del corso magistrale di Assiriologia 2022/23). Pagina web con approfondimenti online: https://sites.google.com/view/ductulivesuviani/mostra-spazio
Le navicelle spaziali e i viaggi su Marte hanno le loro origini, si può dire, nella bassa Mesopotamia (Iraq), quando 5000 anni fa i Sumeri inventarono la scrittura cuneiforme e iniziarono a registrare osservazioni dei fenomeni astrali. Nel corso della loro storia millenaria, le civiltà del Vicino Oriente antico svilupparono tecniche di calcolo matematico e geometrico di eccezionale livello. L’ambito in cui la scienza mesopotamica raggiunse il culmine della sofisticazione è proprio l’astronomia. Alcune delle scoperte fatte allora, come il calcolo integrale per la visualizzazione del movimento attraverso un grafico tempo-velocità nello spazio, dovettero aspettare il tardo medioevo per essere ‘riscoperte’; altre, invece, vennero recepite da Egizi, Greci e Romani e sono arrivate fino a noi: la divisione del cerchio in 360 gradi e lo zodiaco nascono qui!
Osserva da vicino una tavoletta cuneiforme, toccala per sentirne i cunei sotto i polpastrelli, prova tu stesso a imprimere i segni… E poi sali in cima a una ziggurat, calcola il novilunio con il sistema sessagesimale, guarda l’alba al solstizio d’estate dalla porta di un tempio ittita — esplora il cosmo e lo spazio con gli occhi degli antichi!